Beni confiscati e destinati ad impiantistica sportiva: accordo Anbsc-Istituto per il credito sportivo

Beni confiscati e destinati ad impiantistica sportiva: accordo Anbsc-Istituto per il credito sportivo

23 Dicembre 2020 | Temi: notizie

Ultimo aggiornamento: 23/12/2020 alle ore 09:13

Roma, 22 dicembre 2020 - Il Direttore dell’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, Bruno Corda, e il Presidente dell’Istituto per il Credito Sportivo, Andrea Abodi, hanno siglato un protocollo d’intesa per la valorizzazione dei beni confiscati destinati o da destinare all’impiantistica sportiva e di quelli relativi al patrimonio culturale.

 

In particolare, è stata prevista la possibilità da parte dell’Istituto per il Credito Sportivo di erogare finanziamenti agli enti territoriali e ai soggetti concessionari degli immobili confiscati per interventi di ristrutturazione, ampliamento, messa a norma ed efficientamento energetico, recupero e riuso dei medesimi, previsti da progetti di valorizzazione, aventi destinazione sportiva o di sviluppo dei beni e delle attività culturali, ricomprendendo anche la valorizzazione di immobili storici vincolati.

 

L’Istituto per il Credito Sportivo ha deliberato, conseguentemente, lo stanziamento di un plafond di importo pari a €. 1.500.000,00 di contributi in conto interessi sui mutui, a favore dei soggetti aggiudicatari delle procedure di destinazione/assegnazione di beni immobili indette dall’Agenzia o dagli Enti territoriali, finalizzati ad interventi di utilizzo di detti beni relativi al settore sportivo.

 

Tale plafond è destinato:

  • al totale abbattimento degli interessi sui mutui, stipulati da Enti territoriali, con durata massima di 15 anni;
  • all’abbattimento nella misura del 2% degli interessi sui mutui stipulati da soggetti privati in possesso dei requisiti, con durata massima di 15 anni.

 

Queste agevolazioni, oltre ad incentivare il riutilizzo del patrimonio immobiliare confiscato alla criminalità organizzata, possono rappresentare una importante opportunità per promuovere l’avvio di processi di innovazione sociale e culturale e nuovi modelli di gestione di spazi da recuperare all’uso della collettività per finalità sportive.

 

L’iniziativa si inserisce in una generale collaborazione con gli Enti territoriali, in primo luogo le Regioni, per la valorizzazione dei beni confiscati, consentendo quindi un loro utilizzo immediato, talvolta reso difficile dalla condizione in cui il bene stesso viene rilasciato dal soggetto destinatario del provvedimento ablatorio, costituendo un grande esempio di fattiva e concreta iniziativa di contrasto alla criminalità organizzata di tutte le Istituzioni e la Società civile.

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