A Borgomanero (NO) intitolato ad Emanuela Loi un bene confiscato che diventerà centro antiviolenza

Data:
26 Marzo 2024

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Lo scorso venerdì a Borgomanero, in provincia di Novara, si è svolta l’inaugurazione di un bene confiscato alla criminalità organizzata destinato dall’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (ANBSC) al comune di Borgomanero.  Si tratta di una torretta, un piccolo edificio a due piani della fine dell’Ottocento, confiscata a soggetti legati alla criminalità organizzata ed operanti nel settore del narcotraffico, che verrà utilizzata come centro antiviolenza nel quale verranno fornite assistenza fisica, psicologica e legale alle donne vittime di violenza. “Tale attività, meglio di qualsiasi altra, realizza la funzione riparatrice che deve essere attribuita all’immobile in considerazione della sua provenienza e concretizza la risposta forte delle istituzioni alla violenza, contrastando il mito della invincibilità delle mafie” come precisato in una nota dallo stesso Comune. La torretta è stata intitolata ad Emanuela Loi agente della scorta del magistrato Paolo Borsellino che perse la vita, giovanissima, in occasione della strage di via D’Amelio a Palermo.

All’evento hanno partecipato numerose autorità locali, tra cui il prefetto di Novara, Francesco Aldo Umberto Garsia, il Questore di Novara, Alessandra Faranda Cordella e il Sindaco di Borgomanero, Sergio Bossi.

«Ancora una volta – commenta l’on. Wanda Ferro, Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno con delega all’ANBSC – il grande impegno messo in campo dal governo Meloni e dal ministro Piantedosi volto al riutilizzo a fini sociali dei beni confiscati alle mafie porta ad un risultato concreto di grande rilevanza. Un bene un tempo appartenuto alla criminalità organizzata viene messo al servizio della collettività, e in particolare delle donne più fragili. E’ significativo che il centro antiviolenza sia stato intitolato ad Emanuela Loi, un simbolo della lotta alla mafia, così come del coraggio e della determinazione delle donne che hanno scelto di mettersi al servizio della propria comunità e del perseguimento di ideali di legalità e giustizia».