ANBSC E LEGACOOP firmano un protocollo di intesa per la valorizzazione dei beni e delle aziende confiscati: più sviluppo inclusivo, più lavoro, più legalità nei territori

Data:
10 Marzo 2026

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Roma, 10 marzo 2026 – Rafforzare la collaborazione istituzionale per promuovere nuove opportunità di sviluppo economico e occupazionale a partire dal riuso sociale dei beni immobili e delle aziende confiscati alla criminalità organizzata. È questo l’obiettivo del Protocollo di Intesa siglato oggi tra l’ANBSC – Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata – e Legacoop.

L’accordo è stato firmato oggi dal Direttore dell’Agenzia, Prefetto Maria Rosaria Laganà, e dal Presidente di Legacoop, Simone Gamberini, alla presenza del Sottosegretario all’Interno Wanda Ferro.

“L’obiettivo primario dell’accordo – ha sottolineato il Sottosegretario – è quello di favorire la partecipazione delle cooperative ai processi di gestione e rifunzionalizzazione dei beni confiscati, simboli di una duplice vittoria dello Stato. Duplice poiché, in primis, sono stati sequestrati e confiscati e, in secondo luogo, perché a questi beni è data la possibilità di vivere una seconda vita trasformandosi da simboli di sopraffazione, violenza e oppressione a luoghi di speranza, riscatto e rinascita. L’accordo con Legacoop, che si inserisce nella più ampia cornice dell’azione del Governo sui beni confiscati, è particolarmente importante perché tramite l’associazione potremo essere interlocutori delle oltre 10mila imprese associate, ognuna portatrice di una profonda conoscenza del territorio in cui si trova ad operare.”

In linea con il Codice Antimafia e l’Articolo 45 della Costituzione, l’accordo valorizza la funzione sociale della cooperazione come strumento coerente con le finalità del riuso dei beni confiscati per garantire continuità produttiva, salvaguardare il lavoro e restituirli alla collettività.

“Il modello cooperativo, fondato sulla partecipazione democratica dei soci e sulla centralità del lavoro -sottolinea Simone Gamberini, presidente di Legacoop- rappresenta una leva strategica per trasformare patrimoni sottratti alla criminalità in occasioni di sviluppo sostenibile, inclusione sociale e rafforzamento del tessuto produttivo sano. La gestione cooperativa dei beni e delle imprese confiscate non produce soltanto valore economico, ma contribuisce a generare benefici diffusi e meccanismi risarcitori per le comunità territoriali, agendo come presidio di legalità e partecipazione civica”.

Il Protocollo prevede l’attivazione di una collaborazione sinergica tra le Parti con l’obiettivo di favorire la gestione e la destinazione dei beni e delle aziende confiscate attraverso specifiche progettualità promosse dalle cooperative aderenti a Legacoop, e di individuare nuove modalità di riuso sociale degli immobili, anche in ambiti innovativi quali l’housing sociale, lo student housing e le comunità energetiche in forma cooperativa.

Particolare attenzione sarà riservata alla salvaguardia dei posti di lavoro nelle aziende confiscate e alla possibilità, prevista dall’art. 48 del Codice Antimafia, di affidarle a cooperative dei lavoratori, promuovendo modelli di governance democratica, rispetto dei diritti e concorrenza leale.

La collaborazione sarà resa operativa attraverso l’istituzione di un Tavolo di lavoro con cadenza quadrimestrale, dedicato allo studio ed all’ aggiornamento delle progettualità individuate da Legacoop, con il coinvolgimento delle associate.

La firma del Protocollo si inserisce in un percorso di impegno ultraventennale di Legacoop in questo ambito e cioè da quando, dai primi anni duemila, ha affiancato l’Associazione Libera per il progetto Libera Terra, anche attraverso Cooperare con Libera Terra – Agenzia per lo sviluppo cooperativo e la legalità, nata per accompagnare la costituzione e il consolidamento di progettualità cooperative impegnate nella gestione di beni confiscati, in particolare in ambito agricolo e agroalimentare.

Legacoop ha inoltre seguito e supportato la realizzazione di workers buyout su aziende confiscate, che hanno portato alla costituzione di cinque cooperative di lavoratori oggi operative, con ulteriori iniziative in fase di definizione. Esperienze che puntano a garantire continuità aziendale e occupazionale attraverso la responsabilizzazione diretta dei lavoratori e una gestione improntata a criteri di trasparenza, democraticità e legalità.

Recentemente, Legacoop ha avviato un progetto nazionale volto a rafforzare ulteriormente il proprio impegno e quello delle associate per il riuso dei beni e delle aziende confiscate, con l’obiettivo di ampliare e qualificare le opportunità e le modalità di riuso sociale da offrire agli enti pubblici, in uno spirito di collaborazione e nel rispetto dei principi di legalità, trasparenza, adeguata pubblicità e parità di trattamento.

Questo Protocollo rappresenta un passo importante per rafforzare la rete istituzionale e sociale che lavora per restituire alla collettività i beni sottratti alla criminalità organizzata», dichiara Maria Rosaria Laganà, Direttrice dell’ANBSC. «La collaborazione con Legacoop consente di valorizzare competenze ed esperienze consolidate nel mondo della cooperazione, favorendo percorsi di riutilizzo produttivo capaci di generare sviluppo, lavoro e inclusione. L’obiettivo dell’Agenzia è assicurare che i beni confiscati tornino rapidamente a essere risorse utili per i territori, promuovendo legalità, trasparenza e nuove opportunità di crescita per le comunità locali»