Catania, la conferenza di servizi interprovinciale sui beni confiscati
169 gli immobili per i quali enti Locali e demanio hanno manifestato interesse.
Si è svolta presso il Palazzo del Governo di Catania la riunione della conferenza di servizi coordinata dal prefetto della città Silvana Riccio. Con Lei, il direttore di ANBSC, Sodano I lavori hanno visto la partecipazione del procuratore Distrettuale della Repubblica di Catania, Carmelo Zuccaro e del presidente della Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale Nunzio Trovato. Un segno tangibile dello stretto rapporto di collaborazione tra magistratura, prefettura e governi locali per il migliore utilizzo dei beni sottratti alla criminalità organizzata.
In sede di conferenza sono state registrate manifestazioni di volontà da parte degli Enti locali, della Regione Sicilia e dell’Agenzia del Demanio su 169 beni immobili distribuiti nella Sicilia orientale. Per ciascuna di essi è prevista una finalità sociale e/o istituzionale. Record nella provincia di Ragusa Il 100% dei beni portati ha riscosso l’attenzione degli enti.
Nel corso della conferenza si è evidenziata l’importanza di garantire un flusso virtuoso a questo patrimonio . Attraverso il processo di confisca alla mafia,infatti, i beni escono dal circuito dell’illegalità per entrare in quello della legalità a disposizione della collettività.
Proprio su questi aspetti si è soffermato il direttore dell’Agenzia, Ennio Mario Sodano. Da parte sua, un ringraziamento a tutti i presenti e poi un momento di riflessione sulla importanza del nuovo codice antimafia che ha messo in evidenza il ruolo della prefettura e l’importanza della collaborazione interistituzionale. Il governo sul territorio non è solo il luogo ideale, diventa il punto di riferimento concreto per enti locali, e soggetti interessati a rimettere nel ciclo economico i beni sottratti alla criminalità. Il lavoro dell’Agenzia e delle prefetture – ha dichiarato Sodano – è il punto di arrivo di un sistema complesso di collaborazione fra istituzioni, magistratura, forze di polizia. La norma italiana costuisce un esempio importante anche per i paesi stranieri che ci guardano con attenzione e riconoscono nel provvedimento la fotografia di un lavoro di squadra che pone al centro la collettività. Il prefetto ha inoltre garantito ai sindaci la disponibilità dell’agenzia ad affrontare e risolvere insieme ogni eventuale difficoltà che possa interferire con un idoneo utilizzo del bene.
La giornata è stata, dunque, anche l’occasione per illustrare le recenti modifiche apportate al Codice antimafia che hanno attribuito alle prefetture un ruolo più strategico nell’attività di prevenzione e contrasto alla mafia, con un ampliamento delle competenze dei “nuclei di supporto” ai comuni e un ruolo più incisivo nelle attività di collaborazione con l’Agenzia Nazionale per i beni sequestrati e confiscati.
Presenti i prefetti di Messina, Maria Carmela Librizzi, di Siracusa Giuseppe Castaldo, di Ragusa Filippina Cocuzza ed il viceprefetto vicario di Enna Michela La Iacona , con loro – naturalmente – anche i rappresentanti del Demanio, di Regione e dei Comuni.